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mercoledì 3 gennaio 2007

Le pagelle: speciale capodanno "Lignano 2007"


Aridaje... L'avevamo promesso e invece ci siamo ricaduti. Vabbè dai, consideriamolo un buon proposito per l'anno nuovo quello di ricominciare a postare con puntualità. Nel frattempo rivivete assieme alle pagelle di questa settimana, una tantum un po' più corpose del solito, il nostro mitico capodanno a Lignano, città piena di sole e di vita. Sì, d'estate forse. Ma tutto sommato, grazie ai personaggi che l'hanno rianimata (Ila grazie di esistere) è andata bene anche così...

- i promossi: spettacolo col botto -

Pava 8+ (il migliore). In formissima quando si tratta di sparare la sua raffica di ironia pungente ma indispensabile. Puntuale nel commentare con sagacia e piccantezza le genialate della sua preda preferita.. l'Ilaria, ovviamente.. Il vero maestro di questa tre-giorni è lui, che di cose da farci imparare ha dimostrato di averne parecchie. Per esempio come rimanere sobri (o meglio, relativamente lucidi) dopo uno spritz, quattro giri di rum e pera e una quantità indeterminata (e indeterminabile) di birra. Oppure come tenere testa con successo, da abilissimo retore, ad un fastidioso responsabile (vedere a tal proposito tra i bocciati) che senza motivi giustificabili pretende di trattenere parte della caparra. O ancora di più, come funziona la vita della donna in "quei" giorni, con un excursus guidato - degno del miglior Alberto Angela - al "corretto" utilizzo del tampax. Didattico.

Mario 8. M di Mario o M come Mamma? Il ragazzo sicuramente incarna le qualità di entrambi dato che per un’intera notte si è finto balia per dare man forte (o salvare la vita) ad alcuni dei suoi compagni (o per meglio dire compagne). Un coro di complimenti ed elogi per le prestazioni concesse, “Santo subito!” a detta di qualcuno. Tanto premuroso quanto fastidioso, queste sarebbero le parole della povera trevigiana da lui tormentata di continuo e apparentemente senza ragione. Determinato e rivelatore di grande abilità e forza fisica una volta approdato sul campo da calcetto. Punto debole: è l’unico uomo esistente sulla terra da possedere con un dito, basta premere il punto giusto e avrete un aitante giovane immobilizzato e sottomesso ai vostri ordini. Se dovete fare la spesa per una festa non portatevelo dietro: sarebbe capace di svaligiare il bancone dei canestrelli. Carismatico, come il programma.

Giuse 7/8. Ci eravamo preparati al peggio, convinti che la minaccia.. russa fosse più reale di quanto non potessimo sperare. Invece il buon laziale, piazzatosi non a caso a ridosso dell'acerrimo rivale romanista Dave, ha deciso di essere buono e di non rovinare i tranquilli sogni-scudetto del compagno con un accompagnamento che poteva rivelarsi fastidioso... quanto uno 0-3 nel derby. Gran bel regalo, anche per tutti gli altri. In campo, la sua strategia "un tocco e tiro" ha prodotto buchi nell'acqua (e nella rete di recinzione), bestemmie da parte dei compagni ("ma c***o, passala!") ma anche l'unico tiro degno di questo nome in tutto il torneo di calcetto. Sordina.

Dave 7,5. Più che apprezzabile l'aplombe con cui subisce le velate (?) prese per i fondelli nei suoi confronti, corredate da balletto a lui squisitamente dedicato (MIMIMI). Arriva a Lignano e scopre di trovarsi in un feudo thienese, tanti sono i suoi conterranei, e ciò non può che giovare alla sua verve ironica e goliardica (peccato solo che ci siano pure degli scledensi.. buuuh..). Dorme vicino alla Gilbi, e spesso alla mattina molte delle sue cose si trovano sotto al letto della villarazzana e.. oh beh, oh beh.. piccoli sospetti crescono! Mezzo voto in più per come balla in auto i Backstreet Boys assieme a Saimon. Latin Lover.

Saimon 7+. Un 7 anche per il ligio autista Saimon, che con tanta solerzia ci ha condotti per le trafficatissime (?) strade dell'affollatissima (?) Lignano. Al di là della facile ironia sulla mancanza di vita intelligente nelle città marittime d'ìnverno, c'è da dire che il merito della nostra scampagnata per la bella Udine (città che presi dalla disperazione abbiamo deciso di visitare) è suo, visto che il nostro cicerone Alessandro è un suo amico. Il "più" che si cucca a dispetto delle donzelle che lo seguono in graduatoria vuole premiare come già anticipato il mitico duetto con il Dave ballando sulle note di "I want it that way": perla di rara bellezza. Discutibile invece (nel senso che ha suscitato pareri contrapposti) la scelta di farsi lisciare i capelli, che tutto sommato a me non dispiaceva (Anzi, se ti va di uscire con me Saimon hai il mio numero, chiamami quando vuoi...). You are my fire.

Ila 7. Il 7 non è solo la nuova cifra comparsa in coda al datario, ma è pure il numero magico che ha contraddistinto il capodanno della nostra (che di numeri in realtà ne ha combinati ben di più..). La vigilia dell'ultimo è stata per lei davvero su di giri.. di rum e pera - 7 appunto, e quasi filati - ma lo spiritato corpo non ha vacillato sotto il peso della gradazione sanguigna crescente. Almeno all'inizio. In realtà la resistenza dell'improvvisata Babbà umana era molto minore di quanto l'abbia data a vedere (intrigante come affermazione eh!?): chiedere a chi l'ha raccolta durante la notte mentre deambulava nel sonno - come una vecchina senza un dito - biascicando frasi incomprensibili e giocando a pogare contro letti e armadi (cosa comunque per lei ordinaria, visto che si diverte a farlo - e da sobria, ndr - pure con il finestrino della sua auto). Uno spettacolo. Superalcolica.

Pila 7. Pure lei ha deciso di farsi più di un giro sulla giostra del rum e p(i)era, cominciando una gara di resistenza con l'Ila che sembrava destinata a finire in pari e patta. Invece, sebbene la rivale sia stata sopraffatta più dal sonnambulismo che dall'alcool, la vittoria morale è comunque tutta della nostra Pila, abile a trovare nella sbronzata un efficace escamotage per sottrarre all'altra il controllo indiscriminato del bagno, usualmente esercitato per tutto il resto del giorno (Donne sono..). Da apprezzare l'abbraccio forte forte stile "ho bisogno di te" con cui ha stretto il bidet per impedirsi di perdere l'assoluto controllo, almeno per quella notte, del regno proibito. Per una volta, scazzata meno del solito. Nel suo piccolo spacca.

Orso Gigi 6,5. In Croazia non avevamo avuto l'onore di conoscere il fedele compagno notturno della Ila (e di chi sennò! ;D ) dotato della sua stessa abilità di regalarci momenti di intensa ILArità. Che avesse tendenze sessuali particolari lo si era intuito -in vent'anni che ha dormito a stretto contatto con le "morbidezze" della padrona mai nemmeno una reazione- ma che gli piacesse pure essere sodomizzato è stata una sorpresa davvero imprevista. Che a qualcuno non deve essere andata giù visto come è stato ritrovato l'innocente balocco un dì rientrando in stanza.. Beco e bastonà.

Gilbi 6. Il capodanno di questa donna è stato tutto un programma, nel vero senso. Lei era l'unica a sapere sempre e comunque dove fosse il programma delle attività previste dal pacchetto, e la gestione dell' (in)utilissimo elenco l'ha quantomeno distratta dalla sua altra attività preferita: l'arroganza. Si perchè, diciamocelo, "adesso che non c'è la Gilbi qua, quanto non rompe quando.." (è il nuovo tormentone del nostro gruppo)! Scherziamo Gilbi, lo sai che ti vogliamo bene ehehehe.. Diversi gli elementi che abbassano una votazione che poteva ambire a qualcosa in più: intanto non si è ubriacata, poi aveva una federa con delle inguardabili formiche disegnate, ma soprattutto, e questo è grave, ha portato con sè l'insopportabile maglia di Fabio Galante. Non bastasse questo, giocando a calcetto l'avremo messa minimo otto volte da sola davanti al portiere, e ne avesse azzeccata una.. anzi adesso che mi è venuta in mente sta cosa le tolgo un altro mezzo voto. Incurabile.

- i bocciati: "Ma dai su, figa!" -

Le nostre abilità calcistiche e la nostra conseguente autostima 4. E' il momento di srotolare l'elenco delle attenuanti, perchè non si può trovare spiegazione plausibile alle tre sconfitte consecutive -con ovvia e immediata eliminazione- che abbiamo collezionato al torneo di calcetto del villaggio. Passi la prima, eravamo svegli da appena mezz'ora e sen za colazione. Passi pure la seconda, e che sfiga porca miseria! Ma la terza no, contro una squadra la cui età media non superava forse i 13 anni non dovevamo proprio perdere. Di solito si dice che chi vince parla della partita, e chi perde dei rimbalzi del pallone. E allora, quanto schifo non facevano quei nuovi campi sintetici?? Polemici.

Andrea l' "animatore" 2 (il vero peggiore). Rimanendo in tema-orsi, avete presente l'Orso Ciro? L'insopportabile giocattolo con due-tre frasi preimpostate? Ecco, lì noi avevamo l'Orso Andrea, che se interrogato forniva sempre una delle tre: 1- "Non so" 2- "Provate a sentire qualcuno che ne sa qualcosa" 3- "Mah, non ne ho idea, è così e basta". Il problema è che il signorino non era un sollazzo fornito dall'organizzazione da tartassare allegramente, ma l'animatore responsabile cui avremmo dovuto fare riferimento, pagato con i nostri din din. E' improbabile che le risposte gli uscissero premendogli il pancino, ma la voglia di fare qualche poco simpatico tentativo ci è venuta più e più volte. Applausi per Pava, fiero oppositore al suo ennesimo sopruso. Fastidio.

Gli assenti (in)giustificati n.c. Una parola sola...Losers!

martedì 2 gennaio 2007

Rum & pera che passione!

Bevanda conosciuta ai più, dal colore e profumo invitante, facile tentazione dalla difficile interruzione. Riscoperta in una serata recente dall’atmosfera ridente, precedente il capodanno e responsabile di qualche danno. In sua compagnia è trascorsa la nottata con amici preziosi in misura indeterminata. Sorprendente per qualcuno e stremante per il fisico di altri, rivelatrice di affezioni da sonnambulismo ma pur sempre consolidatrice dei postumi dell’alcolismo. Stimolatrice di risa, divertimento e buonumore, causa di una razionalità labile per una serata che resterà indimenticabile. Ad essa ed agli amici porgo i ringraziamenti, questi ultimi in particolare meritano una riconoscenza speciale: da questi è la mia vera dipendenza la cui separazione genera crisi d’astinenza. Tesso le lodi di una compagnia, la migliore che ci sia, e per il prossimo anno spero di poter dire “Benritrovati” ai pochi che stavolta son mancati.
Con l’occasione anch’io lo ripeto: auguro a tutti un anno lieto!

lunedì 25 dicembre 2006

Le pagelle: meglio tardi che mai


Ok, non è venerdì, e per questo recitiamo il mea culpa, assicurando che faremo in modo che non accada mai più. Ma alla fine va bene anche così, prendete quest'altra infornata di nuovi fatti e vecchie persone un po' come il nostro regalo di Natale. Un regalo che viene ovviamente dal cuore, a prescindere da quanto o cosa crediate di questo periodo. Sì perchè Il Papi-Magija non vuole offendere nessuno né imporre il proprio credo, ma solo illuminare a tutto tondo con il suo lanternino (e ogni riferimento alla lanterninosofia del Pirandello de "Il fu Mattia Pascal" è puramente voluto) un buio che si estende verso confini che vanno ben al di là delle nostre possibilità di conoscenza. Si comincia con il Gladiatore, che apre a spada tratta la galleria dei promossi, con il loro essere importanti senza fronzoli. I bocciati invece fungono oggi da monito per tenere fisso a mente che la parola, quella data come quella scritta, va usata con cognizione di causa. Visto il periodo la manica è stata un po' più larga del solito, ma non durerà, non temete.. ehehehehe..
Chiudiamo l'editoriale porgendo il nostro umile ed estremo saluto a Piergiorgio Welby, che domani avrebbe compiuto 61 anni.
E personalmete rivolgo poi una ultima, metaforica, stretta di mano a Lino - visto che gli piaceva tanto essere salutato sempre così - fedele mascotte di tante battaglie che tutti gli amici del Sovizzo Calcio avranno piacere di ricordare insieme a me.

- i promossi: "...e tutto il resto è aria e polvere..." -

Dave 9 (il migliore). Ci aspettavamo di vederlo rientrare con la classica panzetta alcolica dopo tre mesi di festa, pardon erasmus, al passo di nacchere dispensando olè a destra e a manca. Invece il Dave, tornato dalla terra iberica a quella berica più in forma che mai, e risbarcato nel suo naturale habitat in pompa magna, dimostrando che lontano da casa potrà aver cambiato modo di vivere e studiare (parola grossa questa), ma non quello di farsi apprezzare in compagnia. A patto che questo sia il vero Dave e non una controfigura, visto che tra i suoi amici qualcuno lo ricordava più basso, o più chiaro di carnagione, o più grasso! La Nicole (blogmaster su Voceversa), poi, si è rivelata la più sorpresa dal comportamento del nuovo Dave, visto che, testuale, “con me Dave non è mai stato così timido”. Alludeva? Alludeva, alludeva…Un punto in meno dalla perfezione perché ancora non abbiamo avuto l’onore di sentirlo disquisire in español. L’amico ritrovato.

Campionato di calcio 8. I risultati forse non saranno più truccati come ci aveva abituato la precedente era di egemonia moggiana, ma di contro il calcio giocato sul campo sembra essersi davvero rifatto il trucco. Come una bella signora un po’ avanti con l’età, il pallone sfodera le sue armi migliori per riconquistare i milioni di “mariti” della domenica, delusi e sempre più rassegnati alla routine della quotidianità (leggi vincono sempre le solite). E allora scopri che ai primi posti della classifica sbucano un certo Palermo e un certo Catania, che dietro a Totti tra i marcatori si fa strada un certo Spinesi, con una ribalta che finalmente trova in primissimo piano anche il calcio di provincia. E soprattutto scopri che i numeri circensi non sono più prerogativa dei palleggiatori miliardari che li regalano con il contagocce, ma riescono pure agli “sconosciuti” che troppo spesso riempiono più il malloppo delle figurine doppie che le telecamere. Niente da dire sulla bellezza delle gesta di Totti, Taddei e Materazzi, ma basta vedere quelle di Loria, Paponi, Quagliarella e Doni per capire che le magie non fanno distinzioni d’ingaggio: troppa grazia tutta insieme. Calcio champagne.

Sciopero dei giornalisti 7. Il nobile intento non poteva che far schizzare la votazione all’insù, tanto più che chi vi scrive punta, un dì non così lontano, a fare di quella professione proprio il suo pane quotidiano. Ma quattro giorni senza giornali – visto che in mezzo si mettono pure le festività – possono essere davvero interminabili. Per esempio, con cosa le riempio le scarpe da calcio per non farle restringere adesso che le ho lavate? Scherzi a parte, pollice in su per gli arrabbiati scribacchini cartacei e virtuali, che tanto stanno cercando di fare per migliorare le condizioni di un lavoro sempre più svalutato. Non così in su però, perché ci costringono a ricorrere a Studio Aperto (sic) quale fonte di informazione a cui attingere. Scripta manent.

- i bocciati: il limbo delle promesse infrante -

Il Papi-Magija 5,5. Ebbene sì, stavolta il voto sotto la sufficienza ce lo pigliamo pure noi, che per una settimana non abbiamo offerto nulla di nuovo a voi, cari web-avventori. Diverse le attenuanti che limano il votaccio trasformandolo in v otaccino, primo fra tutti il periodo che stiamo attraversando, che tra lavori vari, esami e festività poca libertà ha concesso alla cura del nostro/vostro blog. Ma non è nello stile del Papi giustificarsi (vabbè, lo ho appena fatto ma dettagli!): l’obiettivo a termine immediato è quello di ricominciare al più presto con il solito trend a scadenza quasi quotidiana, per stupirvi, appassionarvi, coinvolgervi, o chissà, anche semplicemente farvi pensare sempre di più. Nel frattempo, chiediamo venia. Atto di dolore.

Il Loggione 5. Eh no eh.. Abbiamo lasciato al giornalino -o, meglio, a chi ne fa le veci- ampio spazio all’interno del nostro blog, dedicandogli amorevolmente almeno due post, con tutto quello che c’è andato dietro. Nonostante ciò non abbiamo ricevuto nemmeno una citazionuccia piccola piccola (nel bene o nel male) del nostro lavoro tra le pagine del profetico periodico. Ok che siamo sotto Natale, per cui le cose da attaccare nella vostra crociata contro la religione erano tante, ma dai su figa.. Non chiedevamo tanto, solo che il nostro misero url sbucasse bel bello, tra un porco e l’altro, tipo come prime semantico, e invece nulla di tutto questo. Begli amici. E tu quoque Ceely (è più fico così!), poi, non andare a dire che c’è inerzia di comunicazione: noi un po’ di acqua al vostro mulino l’abbiamo portata. È vero che abbiamo visto solo la versione scaricabile da internet, che si fa ancora in tempo a modificare (credo) prima di darla in pasto alle rotative, ma nel frattempo vi meritate un bel Sotto la doccia! Sotto la doccia! Sotto la doccia! (altra perla caressiana) Ingratitudine.

Il clima 4/5 (il peggiore). Il sole splende sulla vigilia delle feste (soprattutto a Sovizzo) e ciò non può che far piacere agli amanti della bella stagione, che quest’anno sembra essere sempre rimasta dietro l’angolo. Ma per quelli già pronti a cantare Bianco Natale infilandosi scarponi da neve e tuta da sci, al momento è una continua delusione, visto che la sospirata alborea manna non vuole saperne di cadere dal cielo. Se si aspetta un altro po’ sbocceranno i fiori. Assente ingiustificato.

venerdì 15 dicembre 2006

Le pagelle: la forza del gioco di squadra



Imperversa il gioco delle coppie nelle pagelle di questa settimana, nel bene e nel male. È l'unione, come ricorda pure il titolo della rassegna di oggi, che a volte consente di raggiungere grandi traguardi o, perchè no, grandi punti da cui partire. Ma se gli ingredienti non sono quelli giusti non è detto che l'alchimia riesca. Uno dei romanzi di Romolo Bugaro ci introduce nell'olimpo dei pollici in su, mentre tocca a Dante condurci per la selva selvaggia aspra e forte dei rimandati al tempo del mai.. Prego, apprezzare la progressiva disintossicazione dal calcio (che però, una tantum, dai, diciamocelo, non guasta..). Al solito, buona lettura.

- i promossi: la buona e brava gente della nazione -

Nuoto italiano 9 (il migliore). La classe certo non è acqua, ma a volte capita che in acqua ci finisca. Se poi, quando succede, veste lo stesso colore di ciò che la circonda, l'azzurro, allora l'unica cosa da fare è, parafrasando Caressa, sentirsi fieri di essere italiani perchè da oggi è un po' più bello. 9 sono pure le medaglie conquistate dai nostri agli europei in vasca corta di Helsinki, per la precisione 4 ori, 3 argenti e 2 bronzi (Superpippo Magnini, Alessia Filippi, Luca Marin, Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini, Paolo Bossini), per la serie "Mondiali di Montreal 2007, fateci largo". Quelli che pensano che l'Italia sia solo pizza, spaghetti, mandolino e mafia, forse da oggi ci rispetteranno un po' di più. Forse. Acqua Santa.

Fiorello & Baldini 8,5. A dir la verità andrebbe annoverato e altrettanto positivamente votato pure il terzo moschettiere della band radiofonica, ovvero nonno Mike, che grazie al duo del brio pare aver scoperto una terza (o quarta, ormai si è perso il conto) giovinezza nella nuova veste di -involontario?- comico. Con loro mai risveglio fu più gioioso, e mai pausa pranzo più esilarante, in una trasmissione che sembra essere una vera e propria cornucopia di pillole della felicità in FM. Nell'infinito tourbillon di personaggi che escono dal cilindro senza fondo dei due geni, ma soprattutto dalle magiche corde vocali dell'inesauribile "Fiore-the voice", tanta grazia provoca un solo effetto collaterale: ridere, ridere, ridere ancora. Addominali in 7 minuti. (chi capisce la citazione cinefila +1, Jack ESCLUSO dal gioco...)

Lotito & Delio Rossi 8. I due belli e impossibili della società sportiva Lazio non avranno gli occhi neri e nemmeno un sapor mediorientale, ma questo agli esteti del pallone poco importa: il presidentissimo e il fido timoniere riescono davvero a predicare un grande calcio. Il vascello biancoceleste naviga col vento in poppa e a suon di cannonate, con la premiata ditta Rocchi e Co. a segno per 15 volte nelle ultime cinque gare. E questo è il bello. Impossibile sembrava invece piegare con tale facilità la Roma del general Spalletti, temibile e temuta più del Babau alla vigilia del derby. Eppure, al pronti via la noblesse oblige cui sembrava costringere la classifica era già diventata un lontano ricordo tra gli aquilotti, e al fischio finale sono stati brividi per tutti: per giocatori e tifosi giallorossi a causa dell'inattesa doccia fredda (e Dave con loro, sconfitto pure al Fantacalcio ehehehe, da me, ehehehe), ma pure per lo scaramantico signor Rossi di opposta sponda, puntuale con il suo costumino (e ben contento di rischiare l'ipotermia) al bagno ex-voto alla fontana del Gianicolo. Coesi e didascalici.

- i bocciati: "...che la diritta via era smarrita" -

Alagna & Fraccaro 5/6. Beninteso: il voto non è salomonica punizione da spartire, come nei casi successivi, ma la media risultante dal 9+ che spetterebbe a Fraccaro e al 2 destinato altimenti ad Alagna. Galeotto fu il sipario dell'Aida e chi la scrisse (Verdi), con tutti questi acuti che anche un professionista come Roberto Alagna può rischiare di steccare, cosa puntualmente successa. Puntuale anche la pioggia di spazientite e poco garbate critiche provenienti dal (quando si dice il caso.. ) loggione del teatro La scala di MIlano. L'irato tenore lascia la scena, dimenticando che le critiche, garbate o meno, purtroppo o per fortuna fanno parte di qualsiasi lavoro, che ci piaccia o no. Certo, difficile sarbbe stato continuare in queste condizioni di deconcentrazione, ma se ci fosse riuscito nessuno gli avrebbe tolto almeno un 8: purtroppo l'insufficienza è inevitabile. Il supervoto va invece al sosituto Walter Fraccaro che, da freddo e psicologicamente impreparato, si è ritrovato in cinque minuti ad essere un Radames senza trucco e in blue jeans, ma ugualmente in grado di mantenere la magia della finzione. Strappo e rammendo.

Anna Tatangelo & Gigi D’Alessio 4. Le corna di cui il cantante partenopeo ha riempito la moglie Carmela sono originali Made in Napoli, ma l’unica fortuna che portano alla disgraziata ex consorte è quella di liberarsi di un marito così. Lui, il poeta canterino del sentimento e dell’amore da accendini accesi (o da rasoi sui polsi) in Anna cercava quella sensibilità e maturità che da troppo gli mancavano, apprezzabile perifrasi per indicare le grazie (e tante grazie) di questo bel pezzo di figliola, che anagraficamente potrebbe essere sì figliola, ma sua. Lei, stanca di sentirsi dire di saper riempire solo una minigonna (e alzi la mano chi si ricorda un’altra sua canzone), ha capito che più che vincere Sanremo, conta riuscire a farsi le conoscenze giuste nel campo. E non ci ha pensato su, in tutti i sensi. Amor c'al cor gentil ratto s'apprende.

Maestre di Bolzano 2 (il peggiore). Tirata d'orecchi e conseguente metaforica matita blu sulle (sedicenti) maestre di quella scuola elementare di Bolzano che hanno abolito canti e musiche di Natale solo per «non fare sgarbo agli alunni di altre religioni» (i cui genitori si sono perlatro mostrati contrari a tale provvedimento). Cioè, devono venircelo a dire gli stranieri? Che voi ci crediate o no, care le mie maestre, Natale è una festa con un significato preciso, che va a braccetto con una cosa forse a voi estranea, che va sotto il nome di tradizione. Non esiste festa, di qualsiasi religione o inclinazione politica, che non discenda da una tradizione, con i suoi rituali che sempre si rinnovano, uguali ma diversi; e non esiste nemmeno festa nascente che non aspiri a diventare così. Tradizione significa non gettare nel cesso le cose che ricordano davvero i valori e la bellezza di questo periodo, che almeno a parole (in quello sì che siamo bravi) riteniamo tutti così ricco e importante. Ma forse voi l'avete confusa con un termine che un po' ci assomiglia: tradimento. Questo sì spiegherebbe molte cose. Autogol.

sabato 9 dicembre 2006

-Appendice alle Pagelle-

La cosa richiedeva assolutamente una piccola estensione alle suddette pagelle, con un altro promosso della settimana.


È di oggi la notizia che il nostro blogmaster Jèk entra nel suo 21esimo anno...di cui potete apprezzare i risultati guardando intanto questo meraviglioso blog!! Al momento si nasconde dietro un'immagine sognante e un po' addormentata, che noi suoi collaboratori ben conosciamo per averlo visto arrivare con stoico coraggio alle lezioni di diritto la mattina alle 8.30 (e l'argomento delle lezioni avrebbe scoraggiato anche i più temerari comunicatori), ma dai suoi commenti e dalle sue recensioni cinematografiche emerge un eminente ricercato dalla lista nera della RIAA e un ancor più ricercato esperto di piccoli (nel senso di sconosciuti) film e grandi riflessioni.. Insomma da tutti noi suoi collaboratori e amici (su questo però avrei da linkare davvero troppo..e come diceva Oscar Wilde "Per apprezzare la qualità di un vino e sapere in quale vendemmi venne fatto, non occorre berne tutto un barile"), e da voi che calpestate il sacro suolo di questo blog di cui lui è architetto... BUON COMPLEANNO!

venerdì 8 dicembre 2006

Le pagelle: di tutto un po'


A' rieccoce! Precisi come non mai al nostro, lo possiamo proprio dire, consueto appuntamento del venerdì, siamo pronti a commentare assieme a voi un'altra infornata di fatti e persone. Ci abbiamo provato ad epurarci dal calcio, ma... l'è dura eh! Quindi intanto apprezzate lo sforzo! Si parte al solito dai promossi, il cui motto (parafrasi dell'espressione più usata dal commentatore sportivo Bizzotto della Rai) ricorda che il bello ha diverse forme di espressione e modi di essere. Purtroppo, altrattanto vale per il brutto, oggi tutto racchiuso in quella metaforica malesaniana giungla (si, è vero, è un po' il nostro leit motive) fatta di cose, a volte, davvero al limite della sopportazione. A vous!


- i promossi: tutto molto bello -

Larry Stewart 10+ (il migliore). L’eterno dilemma sull’esistenza o meno di Babbo Natale sembra aver finalmente trovato risposta. Niente pancione e barba lunga per Larry, ma un altruismo immenso sì. Lui che ricco non è sempre stato, forse ha deciso di diventarlo per poter passare un giorno il testimone di quella generosità a sua volta ricevuta da piccolo, quando senza niente in tasca e nello stomaco entrò in un ristorante per rubare e trovò invece un’accoglienza a braccia aperte. Da allora la voglia di poter fare altrettanto per i tanti come lui lo ha spinto, una volta rialzata la testa dalla povertà, a regalare ogni Natale (in gran segreto) ai bambini bisognosi ogni tipo di giocattoli e leccornie, doni che sono arrivati a sfiorare un valore vicino al milione e mezzo di dollari in 26 anni di onorata attività. Ora però il novello Santa Klaus sta combattendo una battaglia più dura, destinata a concludersi meno felicemente: il cancro. Parte la caccia all'erede, non delle sue ricchezze, ma del suo cuore grande così. Bontà divina.

Bicicletta della Ila 9,5. Cosa ci si può aspettare da una donna dotata di una grandissima abilità manuale, se non che con quelle mani di fata faccia magie? Lasciando perdere le facili allusioni a sfondo vietato ai 18, cosa che va ben al di là dei nostri intenti (se se, non ci crede nessuno…;-) ), c’è da dire che la bella biciclettara per passione, di certo figlia putativa dell’occhialuto maestro Giovanni Muciaccia, non poteva trovare modo migliore per festeggiare il quarto mondiale vinto dalla nostra nazionale, che ridipingere la sua bici da battaglia con i colori della bandiera. Il fedele destriero tricromato, che fiera la conduce in giro per i sobborghi studenteschi di Padova, è un attacco d’arte tutto suo, visto che il babbo alla prima martellata sul dito, cercando di smontare il cestino, ha abbandonato il campo lasciandole onori ma soprattutto oneri. Siccome dopo tutta sta pubblicità il rischio è che l’opera vada letteralmente a ruba, il consiglio del Papi è quello di trovare un sistema antifurto valido almeno quanto quello del precedente velocipede, tanto efficace da lasciare un dì a piedi pure lei stessa (ed evitando ad u n Pava in versione “da soma” perlomeno un paio di sedute in palestra). Mezzo punto in meno rispetto alla perfezione perché avremmo tutti preferito vederla cavalcare non l’obsoleto tricolore, ma quello nuovo da lei reinventato, visto che per portare fortuna a Cannavaro e compagni durante il mondiale era necessario (testuale) “vestirsi di verde, rosso e …azzurro (?)…”. Per la serie, “all’improvviso uno sconosciuto”. ILArità gratuita.

Reggina 8. Questa squadra dal cuor di... Leon sembrava destinata ad un campionato più che modesto, ed invece di Modesto ha trovato soltanto un grandissimo laterale difensivo, ritenuto dalla maggior parte degli addetti ai lavori uno dei migliori oggi in circolazione (e la Roma infatti ci ha già puntato gli occhi addosso). La mendace classifica dice che l’armata amaranto è ancora il fanalino di coda del campionato ma hai voglia, senza quei 15 punti di penalizzazione bomber Bianchi e soci sarebbero lassù a sgomitare per un posto in Uefa. Nell’anno delle piccole (leggi Catania, Livorno, Palermo ed Empoli su tutte) non si può dimenticare un gruppo di giocatori che paga a caro, carissimo prezzo e sulla propria pelle colpe societarie mai come alla luce di questi risultati così indesiderate. Il tecnico Mazzarri, versione panchinara e tricolore del bagnino a stelle e strisce Mitch Buchannon, ha costruito proprio una bella squadra, in grado di trasformare ordinari pomeriggi appresso a un pallone in vera e propria arte calcistica en plain air. Dio salvi la Reggina, se lo merita davvero. Poveri ma belli.

- i bocciati: "ma comedovesiamo cazzo!" -

Contatore di Splinder (f)5. Lo strumento più temuto/rispettato da noi bloggers di matrice guidoliniana (si parla dello zio Oogo ovviamente), il contatore delle visite, assume una veste per i clienti di Splinder che il compianto (speriamo torni presto al grande calcio d’Italia...) mister Malesani definirebbe oltremodo bugiarda e ruffiana. Non ce ne vogliano i poco (o troppo) esperti informatici colleghi che si sono buttati tra le braccia di uno tra i più diffusi gestori di blog services, ma siccome Il Papi-Magija è tutto fuorchè bugiardo e ruffiano come ricorda il nostro sottotitolo (da cliccare), allora ci pare sacrosanto puntare il dito contro uno strumento che altera con eccessiva elasticità il dato più immediato per verificare l’effettiva conoscibilità del blog stesso. Già, perché, come per magia (ma non per magija…), basta premere il mai così benedetto tasto f5 che, toh, il numero delle visite aumenta. Meglio di un gioco di prestigio del mago Casanova, il barbatrucco riesce ancora, e ancora, e ancora. Non solo, ma l’impazzita serie numerica cresce pure se si esce e si rientra subito nel blog in questione…Il Papi, che su ‘ste cose predica e razzola più che bene, ha invece scelto il contatore ShinyStat, per cui è sicuro, le nostre visite sono (per ora) poche, ma (per sempre) genuine. Numeri…da circo.

Semafori di Tavernelle 4. Per la ridente Tavernelle (VI) passa una strada nota con il nome di Statale 11 il cui imbocco è l’impresa più ardua della giornata per i feriali (e di certo molto meno ridenti) utenti dell’asfalto pubblico. Con il rosso che dura un'eternità rispetto all’inezia del verde la mole del traffico è davvero notevole: ergo molti sono quelli che solcano la linea maledetta con quel po’ di ritardo in grado di trasformare il corretto attraversamento in giallo (in tutti i sensi). Sì perché quando viene meno il colore della speranza (di riuscire a passare senza ulteriori ritardi) scatta senza pietà l’inesorabile lama delle telecamere di recente applicazione, che non si fanno intenerire dalle esigenze dei frettolosi mattinieri. Risultato: da giugno le multe hanno cominciato a fioccare, colpendo anche più e più volte, a suon di euri e punti patente, i frequentatori abituali del tratto stradale. Da qui è cominciata la gara a chi ha raccolto più contravvenzioni, chi 3, chi 4, chi 5.. con annessa maledizione al postino, infelice ambasciatore quasi quotidiano delle odiate missive. Nel scegliere cosa risparmiare l'alternativa è aut aut: il tempo o il denaro. Roulette russa.

Tifosi del Napoli 2 (il peggiore). Eccoli qua. Neanche avessero letto le critiche sull’insufficienza di Volpi (leggere i commenti alle pagelle della scorsa settimana) che, puntuali come un rolex (puntualmente rubato), tornano alla ribalta gli idioti della domenica, o meglio del sabato visto che di serie B si tratta. Ennesimo petardo dalla curva, ennesima partita sospesa più volte, ennesim a multa (probabilmente inutile come tutte le altre): davvero non se ne può più, e per fortuna che la squadra è pure prima in classifica. Certo i supporters partenopei non sono l’unica mela marcia tra gli spalti caldi, ma numeri alla mano sono quelli che il vizio proprio non sembrano avere alcuna intenzione di perderlo. E i tifosi del Vicenza di più lunga memoria ricorderanno assieme a chi scrive quella finale di Coppa Italia di ormai dieci anni fa, proprio al Menti e proprio contro i partenopei, in cui le mani servivano quasi più a ripararsi da botti e razzi che ad applaudire Lopez e co. Lungi dal Papi fare di ogni erba un fascio (chiediamo scusa a tutti i biancazzurri civili, e ce ne sono…) o fomentare polemiche di stampo più tipicamente calderoliano, ma il pollice è comunque inesorabilmente in giù nei confronti di una piazza che molti definiscono “da serie A”: escluso il fattore numerico, viene da chiedersi in base a quali altri criteri. Vedi Napoli, e, se non muori, a volte rischi davvero di andarci vicino. Cà qualcuno è fesso.

venerdì 1 dicembre 2006

Le pagelle: buoni o cattivi

La virtù sta nel mezzo, recita un vecchio adagio di origine latina. Ma le pagelle di questa settimana rispondono picche a Virgilio e soci, estraniandosi completamente dal limes: o voti che sfiorano la perfezione o che inesorabilmente sprofondano negli inferi delle cose da non rivedere più. Certo questo non è IL, ma UN modo di vedere e commentare le cose.. a voi come sempre l'ultima parola. Il Papi-Magija si scusa con i calciofobi: oggi l'arte maga chiamata football è presente un po' più del solito ma ne son successe troppe da raccontare. Promesso, si cercherà di cambiare trend prossimamente. E parlare completamente di football....
(ma va, che si scherza... ;-) )
- i promossi: la fabbrica delle meraviglie -

Schwoch 9 (il migliore). 9 come il numero che porta ormai tatuato sulla schiena, che l’ha da sempre accompagnato in questa carriera zingara a distribuire calcio e gonfiare reti in giro per tutta Italia, dalle Alpi alla Campania. Sull’ultima torta le candeline erano 38, ma Stefan-dai sette polmoni non deve aver avuto alcuna difficoltà a spegnerle, tanto è il fiato che dimostra di avere ancora in corpo, correndo alla velocità della luce ovunque c’è spazio: qualora non lo trovasse, nessun problema, ci pensa lui ad inventarlo. Vicenza-Arezzo è la Sua partita. Tra i difensori avversari è ora uno, ora nessuno, ora centomila, come ai tempi migliori, e all’ennesimo sorpasso circense solo un fallo da giallo lo costringe a premere pause. Purtroppo per l’Arezzo the schw-ow must go on: gol con cucchiaio nel primo tempo, assist vincente al giovane Paonessa nel secondo. Il folletto altoatesino prende da solo in braccio il Vicenza dei morti viventi e da solo lo porta in rianimazione, rubando al freddo per una volta, diversamente da ogni maledetto sabato, il compito di spellare le mani al popolo del Menti, tutto stretto alla sua uscita in un unico grande applauso. Prezioso ed inebriante come ossigeno puro. O capitano, mio capitano.

Bar dei cinesi 8. Sulla carta d’identità ci sarebbe in realtà scritto “Bar Paradise” (è quello situato appena prima dell’aula studio di via Jappelli - Padova). Il soprannome è un’antonomasia squisitamente nostra, dovuta al fatto che quando eravamo imberbi matricole il locale era interamente gestito da numerosi figli del sol levante. O forse era uno solo, velocissimo; tanto si assomigliano tutti, chi può saperlo? ;-) Ma poi nella stanza dei bottoni qualcosa è cambiato e dal volo è caduto l’angelo Pamela, la Venere bionda dalle forme procaci, con sguardo sbarazzino e voce sensuale, che sa trasformare anche il più semplice tramezzino o il più banale spritz in un capolavoro da prima pagina sul “Gambero rosso”. E la divina creatura non è il solo pezzo forte di un punto di ritrovo che non si fa mancare poi: numero 1- Pro Evolution Soccer (ok è il 4, ma c’ha le formazioni aggiornate…) numero 2- Soppalco privè con atmosfera romantico-noir (…quante ragazze sono cadute ai miei piedi su quei divanetti…Nessuna, ma vabbè, se stiam qui a guardare tutto…) numero 3- clima pervadente di grande ospitalità e familiarità (ci hanno tenuti senza cacciarci per tutta l’asta del Fantacalcio, una maratona di quasi cinque ore…vi pare poco?). Nella galleria dei ricordi da incorniciare pure un Mondiale vissuto a soffrire e gioire insieme. Nome-garanzia.

Gene Gnocchi 7,5. La punta di diamante nella squadra di “Quelli che il calcio…” è ancora lui, che per fortuna c’è ancora. Sì perché il longevo programma di Paolo Beldì, in discreta salute nonostante gli anni che passano, sarà pure stato depredato in lungo e in largo delle cose migliori, ma certo è che a volte ci ha messo del suo. Sostituire la a dir poco splendida Ridolfi con l’inutile e riciclata Mosetti è stato per esempio il più clamoroso degli autogol. Ma Gene, dicevamo, è ancora lì, ancora più caricato e quindi ancora più produttivo. Fresca fresca l’ultima genealata in cantiere: riuscire a farsi tesserare da un club di serie A per esordire e dire almeno una volta “io c’ero”. Al via il toto-squadra: il pendolino di Mosca è già impazzito. Proprio un peccato che dal panorama pallonaro sia uscito mesto mesto il buon Gaucci, talent scout dei vari Gheddafi jr e Jay Bothroyd per dirne due dei tanti (ma anche, diamo a Cesare, di Grosso, Liverani, Materazzi, Nakata e Miccoli): Gene non avrebbe avuto che da chiedere, visto che nel 2003 il presidente arrivò a tesserare Topolino, Pippo e il Trio Medusa delle Iene... I beninformati piazzano in pole il Milan (in tempi di crisi bon tuto…) e il Parma, non fosse altro, nel caso di quest’ultima, che con un centrocampo affidato a Ciaramitaro e Pisanu (entrambi miei al Fantacalcio) c’è davvero la possibilità che Gene dal cuore crociato si giochi la maglia titolare. D’altra parte, se Bettarini può condurre un programma alla domenica perché non può valere anche il passaggio opposto? Mille e una notte.


- i bocciati: quel cavo difettoso tra bocca e cervello -

Volpi 4. Ci sono cose che non si possono comprare, ricorda una famosa reclame. Il buongusto è una di queste, o lo hai o non lo avrai mai. Buongusto vorrebbe che dopo un gol del genere, bello davvero, la legittima corsa a sfogare la tensione e a manifestare la gioia per un simile gesto non fosse mischiata ad un barbaro ripetersi di imprecazioni senza motivo, condite con quegli immancabili "apprezzamenti" a sfondo religioso che in campo, purtroppo, sembrano così spesso non guastare. Che tu ci creda o no (in tutti i sensi) la vera eresia, Sergio, è che tu te la prenda con Dio quando in realtà dovresti solo ringraziarlo, perché con questi nuovi palloni dalla consistenza del supertele, centrare quel muro di 17,86 mq da così lontano passa solo a tanto così dall’essere ricordato come il più grande “piè a banana” della storia blucerchiata. Intendiamoci, sotto accusa non è tanto il comunque discutibile gesto, quanto il fatto che, sai, ti vedrà mezzo mondo questa sera mentre corri e urli. Non fare nulla per nascondere il poco simpatico labiale ripetuto chiaramente più e più volte, ecco è proprio totale assenza di buongusto. Peccato, il gesto tecnico era da 9, ma la media ponderata vuole così. Istruttivo quanto un Sapientino senza batterie. Mala educaciòn.

Zamparini 3. Sarà che quando si chiama in causa Guidolin chi scrive, avendo il cuore rigorosamente a strisce biancorosse, la prende sempre sul personale. Ed è pur vero poi che il presidente del Palermo non è nuovo a questo genere di uscite ..un po' così, degne delle omonime calcistiche del number one per eccellenza (in questo caso) Giorgio “Supergino” Sterchele, per rimanere in ambito-Vicenza. Ma puntare il dito contro un allenatore, proprio il tuo, che sta offrendo un calcio tra i più belli ora in circolazione, cosa che da anni pare riuscirgli particolarmente bene, sembra proprio quella che una ben nota canzoncina definirebbe una grande, gigantesca, strepitosa cazzata. Moise Millaud diceva che a volte bisogna avere il coraggio di essere stupidi: Zamparini si sta davvero dimostrando un…cuor di leone. Irriconoscenza.

Alì Agca n.c. (il peggiore) “Benedetto XVI è un residuo del nazismo, che porta avanti politiche che istigano al rancore e all’odio verso i musulmani”. Praticamente un complimento, detto da uno che molta meno “simpatia” ha dimostrato nei confronti del predecessore Giovanni Paolo II (è opera sua l’attentato del 1981). A sentire certe cose non viene voglia di rivalutare il metodo di quell’insegnante che per zittire gli irrequieti pargoli non ha lesinato lo scotch sulla bocca? Ok, sui bimbi è una barbarie, ma forse su certi adulti...Politiche che istigano al rancore e odio verso i musulmani? Perdonami Alì, nulla di personale, ma ti assicuro, state facendo tutto da soli. Aria ai polmoni.

venerdì 24 novembre 2006

Le pagelle: i promossi e i bocciati

Al via l'irriverente rubrica che promette di dire la sua di settimana in settimana, senza peli sulla lingua, su tutto tutto tutto! Lo stile è squisitamente paolozilianesco (vedere Controcampo per capire. ok, non c'è più la Pedron, ma almeno fate uno sforzo) costruito attraverso taglienti incisi con sunto esplicativo finale.... Let's start!

- i promossi -

Loria 8,5 (il migliore). Questo novello Parola è altresì un difensore, ma al contrario dell’illustre predecessore (bandiera juventina degli anni ’40) veste la maglia della più spartana Atalanta, squadra sforna–talenti per eccellenza. Simone proprio giovane non è più visto che lo scorso ottobre ha festeggiato le 30 primavere, ma dimostra appieno la voglia di divertirsi e di osare tipica del ragazzino quando al 75’ di un avvincente Chievo – Atalanta monta sulla bicicletta regalando ai patiti pallonari (e a tutti gli altri) una voleè in rovesciata che rassicura i portafogli dei presenti al Bentegodi: qualsiasi fosse stato il prezzo, quel biglietto lo valeva tutto. Eleganza e funzionalità in un unico corpo. Art Nouveau.

Fumian 7,5. I nostalgici del catechismo ricordavano con rimpianto quell’ultima lezione di fineanno, sempre accompagnata dal gelato offerto dalla maestra. E allora lui, stiloso e compito professore di Storia del Giornalismo all’Università di Padova, riporta indietro la macchina del tempo, innaffiando di più adeguato prosecco (da lui sponsorizzato) le mai così aride gole dei mai così partecipi studenti, trasformando così l’incubo di un esame alle porte nel dolce sapore di un pomeriggio di quasi inverno tra amici e goliardia. Grazie a lui Pulitzer e Hearst diventano per 10 minuti solo chiacchiere e bollicine: Spirito...libero.

Lippi 8. Non si parla del Paul Newman de noantri Marcello, iridato cittì all’ultimo mondiale, ma dell’omonimo televisivo Claudio, paladino di una tivù che forse non esiste più, quella che l’audience lo sa mettere da parte per puntare sulla qualità. Encomiabile la scelta di lasciare il trash di Buona Domenica, classico programma la cui maggiore utilità è forse quella di farti imparare meglio le varie funzioni del telecomando, peccato che lui sia l’unico ad affondare. Non te la prendere Cla’: parafrasando Bennato, chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te. Solo, ma pensoso.


- i bocciati -

Gilbi 4,5. Chiariamolo subito: mezzo punto in più solo perché non è più prima in classifica. La grave insufficienza vuole punire la fastidiosa arroganza (al rogo il suo c***o di quadernetto) che la villarazzana (Treviso) esala là ai piani alti della classifica. Si parla di fantacalcio, croce e delizia delle nostre domeniche mai così cariche di tensione come da quando hanno iniziato a precedere il giorno Suzanne Cloke (laboratorio di lingua inglese). L’arrogante squadra della nostra sembra il negativo del Milan, laddove i pali diventano gol su gol e i passaggi imprecisi assist al bacio. La fortuna è cieca, dicono, e allora lei deve essersi ricoperta di tatuaggi in braille visto che dall’asta precampionato ha portato a casa Riganò (mio l’anno scorso, fatto una sega) e Galante “perché è un figo”. Tempo pochi giorni ed entrambi magicamente hanno assunto un formato da pallone d’oro (e ho detto RIGANO' e GALANTE, con tutto il rispetto) . L’unica consolazione è che almeno ha speso un bordello per l’inutile Abbruscato, ma adesso che l’ho detto segnerà a raffica pure lui. Disumano troppo disumano (il suo culo).

Monaco tibetano 2. Per i poco informati si parla del genialoide monaco tibetano - thailandese colto da un naturalissimo episodio di erezione spontanea durante una meditazione. Poteva il devotissimo e rigorosissimo religioso sorvolare su una delle più normali e frequenti reazioni del corpo maschile? Chiaro che no, “devo essere in grado di controllare completamente il mio corpo" pensa il nostro, ergo la più drastica panacea. Dicesi altrimenti evirazione manuale con tanto di taglierino (ma senza anestesia) cosicché…il passero solitario la piantasse di rompere i coglioni nei momenti meno indicati. Taglio netto fai da te e poi ovviamente deciso diniego all’ago magico dei medici. Il Papi-Magija propone un rimedio per capra e cavoli: che ne dice signor Monaco di piazzarci una bella zip ? Se no c’è sempre il velcro. O per un lavoretto fatto bene lo filetta e poi è pronto a svitarlo quando deve meditare. Perché mi sa che di meditare ne ha proprio bisogno. Allegro chirurgo.

“10, 100, 1000 Nassirya” n.c (il peggiore). Un slogan del genere non merita nè parole nè valutazioni. A prescindere da ogni connotazione politica meglio stendere non un velo, ma una trapunta pietosa su chi l’ha inventato, sostenuto o riprodotto. 10, 100, 1000 volte coglione (nel senso più pieno).