Aridaje... L'avevamo promesso e invece ci siamo ricaduti. Vabbè dai, consideriamolo un buon proposito per l'anno nuovo quello di ricominciare a postare con puntualità. Nel frattempo rivivete assieme alle pagelle di questa settimana, una tantum un po' più corpose del solito, il nostro mitico capodanno a Lignano, città piena di sole e di vita. Sì, d'estate forse. Ma tutto sommato, grazie ai personaggi che l'hanno rianimata (Ila grazie di esistere) è andata bene anche così...
- i promossi: spettacolo col botto -
Pava 8+ (il migliore). In formissima quando si tratta di sparare la sua raffica di ironia pungente ma indispensabile. Puntuale nel commentare con sagacia e piccantezza le genialate della sua preda preferita.. l'Ilaria, ovviamente.. Il vero maestro di questa tre-giorni è lui, che di cose da farci imparare ha dimostrato di averne parecchie. Per esempio come rimanere sobri (o meglio, relativamente lucidi) dopo uno spritz, quattro giri di rum e pera e una quantità indeterminata (e indeterminabile) di birra. Oppure come tenere testa con successo, da abilissimo retore, ad un fastidioso responsabile (vedere a tal proposito tra i bocciati) che senza motivi giustificabili pretende di trattenere parte della caparra. O ancora di più, come funziona la vita della donna in "quei" giorni, con un excursus guidato - degno del miglior Alberto Angela - al "corretto" utilizzo del tampax. Didattico.
Mario 8. M di Mario o M come Mamma? Il ragazzo sicuramente incarna le qualità di entrambi dato che per un’intera notte si è finto balia per dare man forte (o salvare la vita) ad alcuni dei suoi compagni (o per meglio dire compagne). Un coro di complimenti ed elogi per le prestazioni concesse, “Santo subito!” a detta di qualcuno. Tanto premuroso quanto fastidioso, queste sarebbero le parole della povera trevigiana da lui tormentata di continuo e apparentemente senza ragione. Determinato e rivelatore di grande abilità e forza fisica una volta approdato sul campo da calcetto. Punto debole: è l’unico uomo esistente sulla terra da possedere con un dito, basta premere il punto giusto e avrete un aitante giovane immobilizzato e sottomesso ai vostri ordini. Se dovete fare la spesa per una festa non portatevelo dietro: sarebbe capace di svaligiare il bancone dei canestrelli. Carismatico, come il programma.
Giuse 7/8. Ci eravamo preparati al peggio, convinti che la minaccia.. russa fosse più reale di quanto non potessimo sperare. Invece il buon laziale, piazzatosi non a caso a ridosso dell'acerrimo rivale romanista Dave, ha deciso di essere buono e di non rovinare i tranquilli sogni-scudetto del compagno con un accompagnamento che poteva rivelarsi fastidioso... quanto uno 0-3 nel derby. Gran bel regalo, anche per tutti gli altri. In campo, la sua strategia "un tocco e tiro" ha prodotto buchi nell'acqua (e nella rete di recinzione), bestemmie da parte dei compagni ("ma c***o, passala!") ma anche l'unico tiro degno di questo nome in tutto il torneo di calcetto. Sordina.
Dave 7,5. Più che apprezzabile l'aplombe con cui subisce le velate (?) prese per i fondelli nei suoi confronti, corredate da balletto a lui squisitamente dedicato (MIMIMI). Arriva a Lignano e scopre di trovarsi in un feudo thienese, tanti sono i suoi conterranei, e ciò non può che giovare alla sua verve ironica e goliardica (peccato solo che ci siano pure degli scledensi.. buuuh..). Dorme vicino alla Gilbi, e spesso alla mattina molte delle sue cose si trovano sotto al letto della villarazzana e.. oh beh, oh beh.. piccoli sospetti crescono! Mezzo voto in più per come balla in auto i Backstreet Boys assieme a Saimon. Latin Lover.
Saimon 7+. Un 7 anche per il ligio autista Saimon, che con tanta solerzia ci ha condotti per le trafficatissime (?) strade dell'affollatissima (?) Lignano. Al di là della facile ironia sulla mancanza di vita intelligente nelle città marittime d'ìnverno, c'è da dire che il merito della nostra scampagnata per la bella Udine (città che presi dalla disperazione abbiamo deciso di visitare) è suo, visto che il nostro cicerone Alessandro è un suo amico. Il "più" che si cucca a dispetto delle donzelle che lo seguono in graduatoria vuole premiare come già anticipato il mitico duetto con il Dave ballando sulle note di "I want it that way": perla di rara bellezza. Discutibile invece (nel senso che ha suscitato pareri contrapposti) la scelta di farsi lisciare i capelli, che tutto sommato a me non dispiaceva (Anzi, se ti va di uscire con me Saimon hai il mio numero, chiamami quando vuoi...). You are my fire.
Ila 7. Il 7 non è solo la nuova cifra comparsa in coda al datario, ma è pure il numero magico che ha contraddistinto il capodanno della nostra (che di numeri in realtà ne ha combinati ben di più..). La vigilia dell'ultimo è stata per lei davvero su di giri.. di rum e pera - 7 appunto, e quasi filati - ma lo spiritato corpo non ha vacillato sotto il peso della gradazione sanguigna crescente. Almeno all'inizio. In realtà la resistenza dell'improvvisata Babbà umana era molto minore di quanto l'abbia data a vedere (intrigante come affermazione eh!?): chiedere a chi l'ha raccolta durante la notte mentre deambulava nel sonno - come una vecchina senza un dito - biascicando frasi incomprensibili e giocando a pogare contro letti e armadi (cosa comunque per lei ordinaria, visto che si diverte a farlo - e da sobria, ndr - pure con il finestrino della sua auto). Uno spettacolo. Superalcolica.
Pila 7. Pure lei ha deciso di farsi più di un giro sulla giostra del rum e p(i)era, cominciando una gara di resistenza con l'Ila che sembrava destinata a finire in pari e patta. Invece, sebbene la rivale sia stata sopraffatta più dal sonnambulismo che dall'alcool, la vittoria morale è comunque tutta della nostra Pila, abile a trovare nella sbronzata un efficace escamotage per sottrarre all'altra il controllo indiscriminato del bagno, usualmente esercitato per tutto il resto del giorno (Donne sono..). Da apprezzare l'abbraccio forte forte stile "ho bisogno di te" con cui ha stretto il bidet per impedirsi di perdere l'assoluto controllo, almeno per quella notte, del regno proibito. Per una volta, scazzata meno del solito. Nel suo piccolo spacca.
Orso Gigi 6,5. In Croazia non avevamo avuto l'onore di conoscere il fedele compagno notturno della Ila (e di chi sennò! ;D ) dotato della sua stessa abilità di regalarci momenti di intensa ILArità. Che avesse tendenze sessuali p
articolari lo si era intuito -in vent'anni che ha dormito a stretto contatto con le "morbidezze" della padrona mai nemmeno una reazione- ma che gli piacesse pure essere sodomizzato è stata una sorpresa davvero imprevista. Che a qualcuno non deve essere andata giù visto come è stato ritrovato l'innocente balocco un dì rientrando in stanza.. Beco e bastonà.
Gilbi 6. Il capodanno di questa donna è stato tutto un programma, nel vero senso. Lei era l'unica a sapere sempre e comunque dove fosse il programma delle attività previste dal pacchetto, e la gestione dell' (in)utilissimo elenco l'ha quantomeno distratta dalla sua altra attività preferita: l'arroganza. Si perchè, diciamocelo, "adesso che non c'è la Gilbi qua, quanto non rompe quando.." (è il nuovo tormentone del nostro gruppo)! Scherziamo Gilbi, lo sai che ti vogliamo bene ehehehe.. Diversi gli elementi che abbassano una votazione che poteva ambire a qualcosa in più: intanto non si è ubriacata, poi aveva una federa con delle inguardabili formiche disegnate, ma soprattutto, e questo è grave, ha portato con sè l'insopportabile maglia di Fabio Galante. Non bastasse questo, giocando a calcetto l'avremo messa minimo otto volte da sola davanti al portiere, e ne avesse azzeccata una.. anzi adesso che mi è venuta in mente sta cosa le tolgo un altro mezzo voto. Incurabile.
- i bocciati: "Ma dai su, figa!" -
Le nostre abilità calcistiche e la nostra conseguente autostima 4. E' il momento di srotolare l'elenco delle attenuanti, perchè non si può trovare spiegazione plausibile alle tre sconfitte consecutive -con ovvia e immediata eliminazione- che abbiamo collezionato al torneo di calcetto del villaggio. Passi la prima, eravamo svegli da appena mezz'ora e sen za colazione. Passi pure la seconda, e che sfiga porca miseria! Ma la terza no, contro una squadra la cui età media non superava forse i 13 anni non dovevamo proprio perdere. Di solito si dice che chi vince parla della partita, e chi perde dei rimbalzi del pallone. E allora, quanto schifo non facevano quei nuovi campi sintetici?? Polemici.
Andrea l' "animatore" 2 (il vero peggiore). Rimanendo in tema-orsi, avete presente l'Orso Ciro? L'insopportabile giocattolo con due-tre frasi preimpostate? Ecco, lì noi avevamo l'Orso Andrea, che se interrogato forniva sempre una delle tre: 1- "Non so" 2- "Provate a sentire qualcuno che ne sa qualcosa" 3- "Mah, non ne ho idea, è così e basta". Il problema è che il signorino non era un sollazzo fornito dall'organizzazione da tartassare allegramente, ma l'animatore responsabile cui avremmo dovuto fare riferimento, pagato con i nostri din din. E' improbabile che le risposte gli uscissero premendogli il pancino, ma la voglia di fare qualche poco simpatico tentativo ci è venuta più e più volte. Applausi per Pava, fiero oppositore al suo ennesimo sopruso. Fastidio.
Gli assenti (in)giustificati n.c. Una parola sola...Losers!
patto che questo sia il vero Dave e non una controfigura, visto che tra i suoi amici qualcuno lo ricordava più basso, o più chiaro di carnagione, o più grasso! La Nicole (blogmaster su Voceversa), poi, si è rivelata la più sorpresa dal comportamento del nuovo Dave, visto che, testuale, “con me Dave non è mai stato così timido”. Alludeva? Alludeva, alludeva…Un punto in meno dalla perfezione perché ancora non abbiamo avuto l’onore di sentirlo disquisire in español. L’amico ritrovato.
Scherzi a parte, pollice in su per gli arrabbiati scribacchini cartacei e virtuali, che tanto stanno cercando di fare per migliorare le condizioni di un lavoro sempre più svalutato. Non così in su però, perché ci costringono a ricorrere a Studio Aperto (sic) quale fonte di informazione a cui attingere. Scripta manent.
otaccino, primo fra tutti il periodo che stiamo attraversando, che tra lavori vari, esami e festività poca libertà ha concesso alla cura del nostro/vostro blog. Ma non è nello stile del Papi giustificarsi (vabbè, lo ho appena fatto ma dettagli!): l’obiettivo a termine immediato è quello di ricominciare al più presto con il solito trend a scadenza quasi quotidiana, per stupirvi, appassionarvi, coinvolgervi, o chissà, anche semplicemente farvi pensare sempre di più. Nel frattempo, chiediamo venia. Atto di dolore.
l’altro, tipo come prime semantico, e invece nulla di tutto questo. Begli amici. E tu quoque Ceely (è più fico così!), poi, non andare a dire che c’è inerzia di comunicazione: noi un po’ di acqua al vostro mulino l’abbiamo portata. È vero che abbiamo visto solo la versione scaricabile da internet, che si fa ancora in tempo a modificare (credo) prima di darla in pasto alle rotative, ma nel frattempo vi meritate un bel Sotto la doccia! Sotto la doccia! Sotto la doccia! (altra perla caressiana) Ingratitudine.
europei in vasca corta di Helsinki, per la precisione 4 ori, 3 argenti e 2 bronzi (Superpippo Magnini, Alessia Filippi, Luca Marin, Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini, Paolo Bossini), per la serie "Mondiali di Montreal 2007, fateci largo". Quelli che pensano che l'Italia sia solo pizza, spaghetti, mandolino e mafia, forse da oggi ci rispetteranno un po' di più. Forse. Acqua Santa.
Nell'infinito tourbillon di personaggi che escono dal cilindro senza fondo dei due geni, ma soprattutto dalle magiche corde vocali dell'inesauribile "Fiore-the voice", tanta grazia provoca un solo effetto collaterale: ridere, ridere, ridere ancora. Addominali in 7 minuti. (chi capisce la citazione cinefila +1, Jack ESCLUSO dal gioco...)

putativa dell’occhialuto maestro Giovanni Muciaccia, non poteva trovare modo migliore per festeggiare il quarto mondiale vinto dalla nostra nazionale, che ridipingere la sua bici da battaglia con i colori della bandiera. Il fedele destriero tricromato, che fiera la conduce in giro per i sobborghi studenteschi di Padova, è un attacco d’arte tutto suo, visto che il babbo alla prima martellata sul dito, cercando di smontare il cestino, ha abbandonato il campo lasciandole onori ma soprattutto oneri. Siccome dopo tutta sta pubblicità il rischio è che l’opera vada letteralmente a ruba, il consiglio del Papi è quello di trovare un sistema antifurto valido almeno quanto quello del precedente velocipede, tanto efficace da lasciare un dì a piedi pure lei stessa (ed evitando ad u n Pava in versione “da soma” perlomeno un paio di sedute in palestra). Mezzo punto in meno rispetto alla perfezione perché avremmo tutti preferito vederla cavalcare non l’obsoleto tricolore, ma quello nuovo da lei reinventato, visto che per portare fortuna a Cannavaro e compagni durante il mondiale era necessario (testuale) “vestirsi di verde, rosso e …azzurro (?)…”. Per la serie, “all’improvviso uno sconosciuto”. ILArità gratuita.
Modesto ha trovato soltanto un grandissimo laterale difensivo, ritenuto dalla maggior parte degli addetti ai lavori uno dei migliori oggi in circolazione (e la Roma infatti ci ha già puntato gli occhi addosso). La mendace classifica dice che l’armata amaranto è ancora il fanalino di coda del campionato ma hai voglia, senza quei 15 punti di penalizzazione bomber Bianchi e soci sarebbero lassù a sgomitare per un posto in Uefa. Nell’anno delle piccole (leggi Catania, Livorno, Palermo ed Empoli su tutte) non si può dimenticare un gruppo di giocatori che paga a caro, carissimo prezzo e sulla propria pelle colpe societarie mai come alla luce di questi risultati così indesiderate. Il tecnico Mazzarri, versione panchinara e tricolore del bagnino a stelle e strisce Mitch Buchannon, ha costruito proprio una bella squadra, in grado di trasformare ordinari pomeriggi appresso a un pallone in vera e propria arte calcistica en plain air. Dio salvi la Reggina, se lo merita davvero. Poveri ma belli.
allora ci pare sacrosanto puntare il dito contro uno strumento che altera con eccessiva elasticità il dato più immediato per verificare l’effettiva conoscibilità del blog stesso. Già, perché, come per magia (ma non per magija…), basta premere il mai così benedetto tasto f5 che, toh, il numero delle visite aumenta. Meglio di un gioco di prestigio del mago Casanova, il barbatrucco riesce ancora, e ancora, e ancora. Non solo, ma l’impazzita serie numerica cresce pure se si esce e si rientra subito nel blog in questione…Il Papi, che su ‘ste cose predica e razzola più che bene, ha invece scelto il contatore ShinyStat, per cui è sicuro, le nostre visite sono (per ora) poche, ma (per sempre) genuine. Numeri…da circo.
commenti alle pagelle della scorsa settimana) che, puntuali come un rolex (puntualmente rubato), tornano alla ribalta gli idioti della domenica, o meglio del sabato visto che di serie B si tratta. Ennesimo petardo dalla curva, ennesima partita sospesa più volte, ennesim a multa (probabilmente inutile come tutte le altre): davvero non se ne può più, e per fortuna che la squadra è pure prima in classifica. Certo i supporters partenopei non sono l’unica mela marcia tra gli spalti caldi, ma numeri alla mano sono quelli che il vizio proprio non sembrano avere alcuna intenzione di perderlo. E i tifosi del Vicenza di più lunga memoria ricorderanno assieme a chi scrive quella finale di Coppa Italia di ormai dieci anni fa, proprio al Menti e proprio contro i partenopei, in cui le mani servivano quasi più a ripararsi da botti e razzi che ad applaudire Lopez e co. Lungi dal Papi fare di ogni erba un fascio (chiediamo scusa a tutti i biancazzurri civili, e ce ne sono…) o fomentare polemiche di stampo più tipicamente calderoliano, ma il pollice è comunque inesorabilmente in giù nei confronti di una piazza che molti definiscono “da serie A”: escluso il fattore numerico, viene da chiedersi in base a quali altri criteri. Vedi Napoli, e, se non muori, a volte rischi davvero di andarci vicino. Cà qualcuno è fesso. 
depredato in lungo e in largo delle cose migliori, ma certo è che a volte ci ha messo del suo. Sostituire la a dir poco splendida Ridolfi con l’inutile e riciclata Mosetti è stato per esempio il più clamoroso degli autogol. Ma Gene, dicevamo, è ancora lì, ancora più caricato e quindi ancora più produttivo. Fresca fresca l’ultima genealata in cantiere: riuscire a farsi tesserare da un club di serie A per esordire e dire almeno una volta “io c’ero”. Al via il toto-squadra: il pendolino di Mosca è già impazzito. Proprio un peccato che dal panorama pallonaro sia uscito mesto mesto il buon Gaucci, talent scout dei vari Gheddafi jr e Jay Bothroyd per dirne due dei tanti (ma anche, diamo a Cesare, di Grosso, Liverani, Materazzi, Nakata e Miccoli): Gene non avrebbe avuto che da chiedere, visto che nel 2003 il presidente
tensione e a manifestare la gioia per un simile gesto non fosse mischiata ad un barbaro ripetersi di imprecazioni senza motivo, condite con quegli immancabili "apprezzamenti" a sfondo religioso che in campo, purtroppo, sembrano così spesso non guastare. Che tu ci creda o no (in tutti i sensi) la vera eresia, Sergio, è che tu te la prenda con Dio quando in realtà dovresti solo ringraziarlo, perché con questi nuovi palloni dalla consistenza del supertele, centrare quel muro di 17,86 mq da così lontano passa solo a tanto così dall’essere ricordato come il più grande “piè a banana” della storia blucerchiata. Intendiamoci, sotto accusa non è tanto il comunque discutibile gesto, quanto il fatto che, sai, ti vedrà mezzo mondo questa sera mentre corri e urli. Non fare nulla per nascondere il poco simpatico labiale ripetuto chiaramente più e più volte, ecco è proprio totale assenza di buongusto. Peccato, il gesto tecnico era da 9, ma la media ponderata vuole così. Istruttivo quanto un Sapientino senza batterie. Mala educaciòn.

naturalissimo episodio di erezione spontanea durante una meditazione. Poteva il devotissimo e rigorosissimo religioso sorvolare su una delle più normali e frequenti reazioni del corpo maschile? Chiaro che no, “devo essere in grado di controllare completamente il mio corpo" pensa il nostro, ergo la più drastica panacea. Dicesi altrimenti evirazione manuale con tanto di taglierino (ma senza anestesia) cosicché…il passero solitario la piantasse di rompere i coglioni nei momenti meno indicati. Taglio netto fai da te e poi ovviamente deciso diniego all’ago magico dei medici. Il Papi-Magija propone un rimedio per capra e cavoli: che ne dice signor Monaco di piazzarci una bella zip ? Se no c’è sempre il velcro. O per un lavoretto fatto bene lo filetta e poi è pronto a svitarlo quando deve meditare. Perché mi sa che di meditare ne ha proprio bisogno. Allegro chirurgo.


